Fabbisogni finanziari delle imprese e accesso al credito
I risultati di un’indagine nel nordest a cura dell’Osservatorio Legislazione & Mercati della Fondazione CUOA
Nell'attuale scenario il tema dell'indebitamento finanziario e del rapporto tra banche e imprese costituisce uno degli argomenti più discussi nel campo della finanza L'indagine, realizzata dall'Osservatorio Legislazione & Mercati, ha inteso rilevare le percezioni delle imprese e delle banche in merito all’analisi dei fabbisogni finanziari e alle condizioni per l’accesso al credito. Lo studio è stato condotto, nei mesi di febbraio e marzo 2009 su un campione di 200 intervistati (cui il 60% imprese e il 40% banche), per circa il 90% riferite al territorio del nordest.
Esaminiamo e commentiamo alcune considerazioni emergenti dall’indagine.
Una diversa percezione dell’andamento del debito finanziario: per le imprese emerge una maggiore enfasi sulla crescita del debito finanziario legato a nuovi investimenti durevoli (43% delle risposte), mentre per le banche appare più rilevante la crescita del debito finanziario legato alla gestione corrente (62% delle risposte).
L’atteggiamento delle banche in fase di istruttoria: per le imprese cresce l’importanza attribuita al business plan (circa il 44% delle risposte delle imprese), mentre per le banche incide ancora molto il giudizio su garanzie (35% delle risposte) e dati di bilancio (37% delle risposte).
La posizione rispetto a fenomeni di rientro dai fidi: sia per le imprese, sia per le banche le richieste di rientro dai fidi appaiono contenute: il 75% circa delle imprese dichiara di non aver subito richieste di rientro. Il dato, tuttavia, va analizzato più in profondità: se consideriamo il campione di imprese con un fatturato entro i 5 milioni di fatturato, la modalità di risposta cambia rispetto alla media del campione, in quanto il 35% delle aziende comprese in tale segmento dichiara di aver ricevuto richieste di rientro degli affidamenti.
Le condizioni per un più favorevole accesso al credito: per le banche è fondamentale la capitalizzazione (circa l’85% delle risposte) al contrario della redditività (poco più del 30%), per le imprese è poco rilevante il supporto dei Consorzi Fidi (appena il 13% delle risposte)
L’indagine, in definitiva, non evidenzia un problema generalizzato di credit crunch. Piuttosto emerge un possibile problema di selezione del credito che potrebbe colpire soprattutto le piccole e micro - imprese.
In particolare, con riferimento alle imprese con un fatturato inferiore ai 5 milioni di euro, il 35% di tale porzione del campione dichiara di aver subito richieste di rientro dai fidi (contro l'11% circa di tutto il campione); effettivamente si tratta delle imprese teoricamente meno solide, che avrebbero una grande necessità di fondersi e aggregarsi e che potrebbero andare incontro a maggiori difficoltà nella congiuntura attuale.
In sintesi, l’indagine testimonia la necessità di rafforzare il rapporto tra banche e imprese su basi più razionali per fondare il merito creditizio sempre più sulla valutazione del progetto imprenditoriale; in questo senso il commercialista, come vero e proprio consulente aziendale, che vive e respira l'aria dell'azienda potrebbe svolgere un ruolo decisivo per un dialogo più efficace tra imprese e banche.
Francesco Gatto - Responsabile CUOA Finance



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