L’Area Executive Education della Fondazione CUOA ha lanciato a febbraio un questionario sulla percezione della crisi finanziaria che ha colpito l'economia mondiale e il rapporto tra crisi e formazione. Vediamo alcuni risultati derivanti dalla rielaborazione delle risposte forniteci da oltre 200 manager provenienti da funzioni diverse.
Al campione è stato somministrato un questionario per indagare il punto di vista sulla crisi, le modalità messe in atto a livello aziendale per contrastarla e la valutazione del ruolo della formazione in momenti di crisi.
Dai dati raccolti emerge che, secondo la maggior parte delle imprese intervistate (91%), la crisi è ancora in atto e non ha ancora raggiunto il suo culmine. Le previsioni fino a fine anno sono negative per l'80% dei rispondenti.
Per contrastare il momento, le imprese hanno evidenziato come misura più efficace la riduzione dei costi attraverso il ridimensionamento dell’organico, ma c’è anche chi sceglie di non agire, mantenendo le strategie abituali.
Tuttavia, alcune aziende hanno individuato negli investimenti produttivi (17% del campione) e nell’internazionalizzazione (15% del campione) un’altra possibile soluzione.
Le aree ritenute maggiormente strategiche per attuare questa seconda ipotesi sono l’Europa Orientale, con la Russia e il Medio Oriente.
La gran parte delle imprese, inoltre, ritiene che lo sviluppo della formazione, in particolare quella manageriale (76%), sia un elemento strategico per superare questo momento. I temi da approfondire si concentrano soprattutto sulla strategia d’impresa, sull’innovazione e R&D e sul budgeting. Emerge, inoltre, l’esigenza di approfondire ambiti già battuti come l’organizzazione, il commerciale e le vendite.