Facebook, Twitter, Linkedin… per trovare e parlare di lavoro

Claudia Zarabara *   Lorenzo Amadei **

9027 Di social network oggi si fa un gran parlare.
Sono tra i siti più visitati al mondo (da un’analisi di comScore, risulta che in Europa quasi il 75% degli utenti Internet visita almeno una volta al mese un social network) e nonostante il più noto sia ormai senza dubbio Facebook, in realtà di social network ce ne sono molti. Anzitutto è opportuno distinguere SN generalisti (ad es. Facebook, MySpace…) da quelli “professionali” (LinkedIn, Video…); a questi poi vanno aggiunti quei siti nati come deposito/archivio/condivisione di specifici tipi di file (Flickr e Picasa per le foto, YouTube per i filmati, Slideshare per le presentazioni) e che con il tempo hanno assunto carattere simile ad un SN.

Possono servire per cercare lavoro o, comunque, per promuoversi? E possono essere utilizzati, invece, come mezzo per aggiornarsi, per apprendere?

Sicuramente sì, a patto che li si conosca bene e che, conseguentemente, li si utilizzi in modo corretto e mirato, tenendo conto delle rispettive caratteristiche, dei bacini di utenza, degli “stili” di comunicazione e di interazione.

I Social Network sono utili in due direzioni:

  • servono a creare relazioni, reti, network e questo è l’aspetto principale da sfruttare, ricordandosi che il proprio profilo professionale acquista valore in rapporto alle relazioni professionali che si creano, ai gruppi cui si appartiene ecc. I Social Network, inoltre, permettono per loro natura aggiornamenti in tempo reale ed è, quindi, immediato e facile aggiornare il proprio CV o le proprie ricerche
  • danno visibilità, ci rendono ricercabili in rete e in questo senso è importante farsi trovare e farsi trovare bene!

Partiamo da Facebook (ma le considerazioni valgono anche per MySpace, Badoo e altri): le relazioni che si costruiscono sono di tipo personale e amicale (la mission dichiarata nella home page di Facebook dice “Ti permette di tenere i contatti con le persone cui vuoi bene”), quindi non molto utili per cercare lavoro. Grazie però alla presenza sempre crescente di aziende, può essere lo strumento ottimale per informarsi ed essere aggiornati sulle loro attività, su eventuali ricerche di personale pubblicate nella propria pagina (sempre che lo facciano, ma questo è un altro problema: Ernst & Young per esempio lo fa, dedica una pagina specifica al recruitment), per tenersi aggiornati su tematiche di proprio interesse, ad esempio tramite uno delle migliaia di gruppi di discussione presenti e dedicate agli argomenti più svariati.
Un’attenzione particolare, parlando di Facebook: ricordarsi che tutto quello che si pubblica è e rimane visibile. Quindi, attenzione alle foto che si pubblicano (una foto che ci ritrae completamente ubriachi può essere divertente da condividere con gli amici… ma diventa un pessimo biglietto da visita per chi non ci conosce e cerca informazioni su di noi!), ai commenti e alle opinioni, soprattutto su temi “delicati” come la politica.

Il Garante sulla Privacy ha pubblicato un documento nel quale “mette in guardia” dai Social Network: “Social Network: attenzione agli effetti collaterali”. Tra i vari spunti di quel documento:

  • sai che le società di selezione del personale cercano informazioni sui candidati, utilizzando i principali motori di ricerca on-line?
  • le foto che hai pubblicato sui Social Network e i post che hai inserito potranno danneggiarti nella ricerca del tuo prossimo lavoro?
  • il curriculum che hai spedito all’azienda corrisponde con quello che hai messo su Internet?
  • quello che racconti della tua vita nelle tue “chiacchiere on line” è coerente con le tue aspirazioni professionali?

Decisamente di orientamento più “lavorativo” è LinkedIn (ma anche Viadeo, Xing ecc.), Social Network esplicitamente orientato alla creazione di reti professionali: il punto di partenza è la creazione, condivisione e pubblicazione del proprio CV. Gli studi effettuati, le aziende per le quali si è lavorato e per cui si lavora attualmente, i contatti professionali che già si hanno, le “recommendation” da parte di colleghi, partner di affari… sono tutti elementi che contribuiscono a creare il profilo professionale di una persona ed in effetti sempre più spesso gli uffici di selezione, i responsabili Risorse Umane, le società di ricerca personale utilizzano LinkedIn sia per cercare nuovi possibili candidati, sia per cercare conferme alle candidature che ricevono.

LinkedIn, dunque, può essere il posto ottimale per promuoversi, per cercare lavoro, a patto di usarlo con un po’ di attenzione. Ricordiamo che il CV va tenuto aggiornato, è opportuno scegliere con attenzione le parole chiave in modo da renderlo più facilmente rintracciabile, va curata la propria rete di relazioni e contatti (fondamentale per validare il proprio CV e per promuoversi), si può agganciare al proprio profilo una presentazione di Slideshare o un videoCV pubblicato in YouTube… 

E a proposito di YouTube: oltre alla possibilità di pubblicare un proprio videoCV da linkare poi dal proprio profilo LinkedIn o da indicare nella propria candidatura quando la si invia ad un’azienda, YouTube può rappresentare un ottimo strumento per aggiornarsi, per apprendere. Basta cercare l’argomento che si desidera approfondire e quasi sicuramente si potranno trovare video di lezioni, presentazioni, dimostrazioni, interventi a convegni che ne parlano: una fonte di informazione e di formazione praticamente illimitata.
Lo stesso meccanismo vale per un altro grande contenitore, questa volta dedicato in primo luogo alle slides e alle presentazioni (anche se ultimamente aperto a diversi altri tipi di file): Slideshare. In questo caso le opportunità che si hanno sono due: da un lato promuoversi pubblicando le proprie presentazioni e le proprie slide per presentarsi, per dimostrare le proprie competenze e quello che si è fatto; dall’altro, ancora una volta, è un enorme archivio di materiali pubblicati da altri, che ci possono essere utili come strumenti di formazione e aggiornamento.

Ci limitiamo a citare i blog, senza grandi approfondimenti, solo per ragioni di spazio: aprirsi un blog in cui si raccolgono le informazioni su un determinato tema, si postano i propri commenti e le proprie riflessioni sullo stesso, si intavolano discussioni derivanti da un proprio articolo è un altro ottimo modo per acquisire visibilità, per dimostrare le proprie competenze, i propri interessi e per acquisire una certa autorevolezza sui temi trattati.

In fondo, riassumendo, è proprio qui la grande differenza tra Web e Web 2.0: ora è il singolo utente che può diventare protagonista, perché ha a disposizione strumenti estremamente semplici, che non richiedono alcuna conoscenza tecnica e di codice. Sta alla singola persona, quindi, conoscere gli ambienti e le caratteristiche del Web 2.0 (di cui i Social Network sono i più famosi esponenti, probabilmente) per poterli sfruttare anche in ottica lavorativa e professionale.
I Social Network, insomma, richiedono alla persona di impegnarsi in prima persona e proattivamente: non ci si limita più ad attendere le proposte di lavoro, ma ci si attiva per presentarsi, per dimostrare le proprie capacità, per creare rete, per mettere a frutto le proprie relazioni personali e professionali.

* Claudia Zarabara, ** Lorenzo Amadei
Fondazione CUOA

(articolo apparso anche sul Blog Lavoro di Leiweb)

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