Nelle presentazioni dedicate alle tematiche del web2.0 e alle strategie di Social Media Marketing ho trovato spesso una scritta molto "americana" e altrettanto chiara. Dice più o meno: "Il web 2.0 è come il sesso per gli adolescenti: tutti ne parlano, pochi lo fanno, e quelli che lo fanno lo potrebbero fare meglio …".
Effettivamente, benché tutti parlino di Web 2.0 c'è ancora molta confusione. Di cosa si tratta?
Dice Wikipedia: "Col termine Web 2.0 generalmente ci si riferisce ad una seconda generazione di servizi disponibili sul WWW che consentono di collaborare e condividere informazioni online”.
La tecnologia ci mette nella fortunata condizione di poter creare e condividere contenuti senza particolari competenze tecniche … siamo pronti a farlo? Ossia:
- Sappiamo quali strumenti scegliere in base al target da raggiungere? Facebook non è il social network per eccellenza in tutti i Paesi del mondo (Orkut … VKontakte …)
- Sappiamo creare i contenuti giusti per lo strumento selezionato? Dire qualcosa di sensato in 140 caratteri (Twitter) è una cosa piuttosto difficoltosa …
- Sappiamo come gestire una replica pesante su una bacheca pubblica?
- Sappiamo con che cadenza scrivere? Da una recente ricerca USA (Exact Target) risulta che il 44% di coloro che smettono di seguire un’azienda su Facebook lo fa a causa di un eccessivo posting di messaggi da parte del titolare della pagina.
Queste sono solo alcune delle domande che dobbiamo farci quando decidiamo di investire in una campagna di Social Media Marketing. Ma non basta: quanto investire? Come calcolare il ritorno dell’investimento? Quali risorse coinvolgere? …
Approcciarsi a queste tematiche richiede competenze, creatività, tempismo e, a mio modesto parere, passione! La tecnologia nel web2.0 non è più una barriera e non richiede particolari investimenti di denaro; l’investimento richiesto è invece di tempo e risorse umane.
Se la tecnologia non è un problema, non significa che sia tutto facile: occorre, ad esempio, conoscere le regole non scritte di questi strumenti, entrare in logiche totalmente diverse da quelle della comunicazione tradizionale e … lanciarsi nella creazione di contenuti interessanti.
Considero illuminante una frase di C. Heuer (guru del Social Media Marketing):
“Partecipare è marketing. Se tentate di vendere qualcosa alla community, e questa è la ragione per cui siete qui, questo sarà chiaro a tutti e non otterrete il successo sperato. Se invece partecipate perché volete veramente dare un contributo alla community, perché volete condividere ciò che sapete, perché volete veramente essere a servizio della community e dei suoi membri riuscite a vendere alle persone giuste GRAZIE alla vostra sincerità ed onestà”.
Facile, no?
* Claudia Zarabara – Docente modulo Web 2.0: il Social Media Marketing di "JobLeader Marketing e Comunicazione"
Scusate, ma cancellate i commenti?
Buongiorno Enzo, no non cancelliamo i commenti (a meno di quelli spam o offensivi). Perché dici?
Ti è sparito qualche commento? (Lo chiedo per verificare che non ci sia qualche problema con il blog)
Lorenzo – Fondazione CUOA