L’innovazione farà la differenza

Roberto Filippini*

Innovazione Tutti noi siamo consapevoli di vivere in tempi difficili. Da tempo si sostiene che la competizione globale richiede nuove capacità tecniche e manageriali nelle aziende. Ma lo scenario che si sta aprendo, accanto alla naturale competizione fra le imprese, aggiunge nuovi elementi di instabilità economica e incertezza di mercato.

A molti la situazione appare mutata improvvisamente, ma non è così. Le aziende e gli operatori che lavorano sui mercati internazionali avevano da tempo avvertito che l’economia stava mutando profondamente.

In molti settori industriali assisteremo a forti processi selettivi fra le imprese. Per sopravvivere e più ancora per svilupparsi, non è sufficiente avere buone competenze tecniche e manageriali nella gestione dell’impresa, ma bisogna avere una marcia in più. Essa consiste principalmente nella “capacità di innovare” su tutti i fronti: prodotto, servizio, velocità di progettazione, produzione e consegna, innovazione nei processi produttivi, che debbono essere sempre più “lean”, nei sistemi logistici, in quelli di vendita e di marketing. Insomma per dirla in modo semplice bisogna cambiare veramente a fondo l’azienda e le persone: innovare a 360 gradi.

Il rischio è che ci si accorga troppo tardi della necessità di innovare, quando cioè gli altri hanno già attivato processi innovativi rilevanti, oppure che si voglia fare tutto in poco tempo, senza in realtà riuscire ad ottenere risultati positivi poiché si mettono in campo troppe iniziative di cambiamento senza riuscire a gestirle.

Per innovare con successo servono competenze e pratiche organizzative diverse da quelle normalmente utilizzate per la gestione corrente e per i miglioramenti incrementali. Ad esempio serve un modo di lavorare “open” con i fornitori, con i clienti, con i portatori di nuove conoscenze (esperti, università, ecc), serve un diverso modo di gestire i processi e i progetti dove le relazioni fra le persone, il lavoro in team, apparentemente meno efficiente della specializzazione, sono ingredienti indispensabili per fare innovazione, e ancora servono nuove competenze nella “gestione del cambiamento” che spesso le piccole e medie aziende non hanno.

La gestione del cambiamento richiede quindi conoscenze e metodi nuovi che possono essere acquisiti attraverso la formazione e l’inserimento in azienda di figure professionali che siano di supporto ai tecnici e ai manager nella individuazione, selezione e implementazione dell’innovazione.

Ecco perché la Fondazione CUOA, sempre attenta alle necessità emergenti nel sistema economico industriale, ha messo a punto un nuovo progetto formativo, il Master in Management dell’Innovazione, che verrà offerto a partire dal prossimo 22 novembre e che costituirà un importante evento formativo per dare alle nostre imprese nuove competenze e nuove figure professionali per affrontare le difficili sfide che ci attendono.

 

* Direttore scientifico del Master in Management dell’Innovazione, Fondazione CUOA
Professore di Gestione aziendale e sviluppo prodotto, Università di Padova

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