La successione generazionale: un processo naturalmente difficile
Nelle imprese familiari, la successione è un processo complesso, ma se ben gestito può aprire virtuose stagioni di sviluppo.
Il processo di successione si avvia quando la generazione al comando (il leader) si convince che è giunto il momento di affidare la gestione ad altri. Le resistenze psicologiche giocano un ruolo chiave in questa fase, perché insieme al potere il leader perde anche l’identità professionale costruita nel corso di una vita. Siccome gli imprenditori “non vanno mai in pensione”, la loro propensione a lasciare l’impresa in tempo utile sarà tanto maggiore quanto più saranno in grado di inventarsi un nuovo ruolo o un nuovo mestiere per il futuro dentro o fuori l’impresa di famiglia.
Il processo procede con la scelta del nuovo leader. In presenza di più candidati alla successione, vanno esplicitati e condivisi i criteri di selezione, che considerano sia la coerenza con i valori e la cultura della famiglia, sia il contributo professionale che il successore apporta al business. Le imprese familiari dotate di buoni sistemi di controllo di gestione hanno maggiore facilità per individuare il leader giusto, perché possono basare la decisione sulle performance ottenute dai familiari nel corso del tempo.
La successione si conclude con l’effettivo inserimento del nuovo leader. Se le prime due fasi sono state gestite in modo adeguato, il processo dovrebbe svolgersi senza intoppi: la chiarezza dei criteri di selezione e il supporto di tutta la compagine familiare sono i migliori sponsor per legittimare il successore agli occhi dei collaboratori interni all’impresa, dei clienti, dei fornitori e degli stakeholder in generale. In ogni caso, è auspicabile che il nuovo leader si sforzi per dare un imprinting originale al suo ciclo imprenditoriale, cercando di smarcarsi dalla generazione appena uscita, rinnovando la strategia o modificando le prassi gestionali.
* Paolo Gubitta, Direttore scientifico MBA Imprenditori CUOA e Università di Padova


