18 articoli nella categoria "Studi e indagini"

06/02/2012

Nel 2011 aumentano le richieste di inserimento da parte delle imprese. Molto ricercati i profili junior.

Job Career Center *

Nonostante la crisi registrata nel secondo semestre del 2011 il Job Career Center della Fondazione CUOA ha gestito, rispetto al 2010, un più 1,93% di richieste. In aumento le richieste di inserimento provenienti dalle imprese, calano invece gli stage.
Arrivano notizie incoraggianti dal Job Career Center, osservatorio della Fondazione CUOA sul mondo del lavoro. L’indagine sulle professionalità più richieste dalle aziende, effettuata su un campione di 700 aziende, ha evidenziato, tra 2010 e 2011, un incremento delle richieste di stage e di inserimento che sfiora il 2%. Una crescita non certo vertiginosa, ma che, in tempi difficili come questi, rimane un buon segnale.

L’aumento è trainato dalle richieste nelle aree della Logistica, della Produzione e Lean, della Ricerca e Sviluppo, i settori che complessivamente registrano il maggior numero di inserimenti e stage lavorativi in assoluto (circa il 20% del totale), in aumento del 27% rispetto all’anno precedente.
Dati positivi arrivano anche dal Retail, cresciuto del 30%, dal Product and Project (+21% nel 2011), entrambi vicini all’8% del campione, e dal settore degli Acquisti, che registra un significativo incremento (+74%) delle domande su base annua (giunte al 6,3% delle richieste complessive).

Diminuiscono (meno 12,37% nel 2011), invece, le richieste nel settore dell’Amministrazione Finanza e Controllo (pari al 16,1% del dato complessivo), in ambito commerciale e delle vendite (scese dell’11%) e delle consulenze (calate del 44,8%).
Non ci sono grandi variazioni tra 2010 e 2011 per quanto riguarda il settore della Comunicazione e del Marketing, che si mantiene stabile al 10,4% del campione.

Un elemento confortante e promettente, che conferma un trend che già si incominciava ad intravvedere alla fine del primo semestre 2011, è l’elevata richiesta di profili Junior (con meno di tre anni di lavoro alle spalle): si tratta di oltre il 64% del campione.
Segno che la volontà di investire su professionalità giovani, che abbiano ricevuto un’adeguata formazione, rimane molto forte, nonostante il periodo di crisi.

La gran parte delle proposte arriva dalle aziende (in crescita rispetto al 2010 al 63%), poi da società di selezione (32%) e di consulenza (3%), infine dalle banche (2%).
Dal punto di vista della geografia delle richieste si segnala un importante aumento di quelle provenienti dalla Lombardia, arrivate al 15,3% del totale. La parte del leone continua a farla, naturalmente, il Veneto con il 64,4%, mentre dall’estero arrivano il 5% delle richieste di inserimento lavorativo (provenienti da Olanda, Germania, Russia, Svizzera, Messico, India, Cina, Belgio, Lussemburgo, Romani, Corea del Sud, Tunisia). Seguono le altre regioni italiane con il 4,2% dell’Emilia-Romagna, il 2,5% del Lazio e l’1,5% di Toscana, Friuli e Trentino.


* Osservatorio Job Career Center, Fondazione CUOA



Infografica-jobcareer
(infografica a cura di MediaLab)

14/10/2011

Richieste di assunzioni +12% rispetto all’anno precedente

Job Career Center *

In forte ascesa la domanda di profili junior, a + 68%. Cresce anche la richiesta di inserimento relativa alle aree funzionali R&D, Logistica, Produzione e Lean. Rimane salda la domanda di profili middle nelle aree Informatica, Acquisti, Product and Project e Qualità.

In un momento di profonda incertezza sulle prospettive professionali, non solo per i giovani, un’indicazione confortante viene dall’Osservatorio del JobCareer della Fondazione CUOA di Vicenza. L’indagine, effettuata attraverso un panel di circa 700 aziende, indica le professionalità più richieste dalle aziende, con particolare attenzione a quelle dell’Italia Nord-Orientale. Il rapporto, basato sul confronto tra le posizioni maggiormente ricercate dal mercato del lavoro nel primo semestre 2010 e nel primo semestre 2011, ha sottolineato evoluzioni e progressi, evidenziando nel contempo anche le tendenze per il 2012.

Aree-2011
La notizia più rilevante, emersa dall’indagine, è che le aziende, anche per gli high skill, stanno preferendo profili sempre più giovani: più del 68% delle richieste riguarda neo-laureati o professionisti con meno di 3 anni di esperienza; la domanda di profili middle e senior rimane, invece, salda e sostenuta nelle aree Informatica, Qualità, Acquisti e nel Product and Project.

Distribuzione-2011

Altro elemento evidenziato dal confronto dei dati placement 2010/2011 è che il numero di domande pervenute al JobCareer del CUOA è cresciuto del 12% circa. Una cifra, questa, raddoppiata rispetto agli ultimi anni e che si concentra soprattutto nelle aree di Ricerca e Sviluppo, Logistica, Produzione e Lean, settori che in una fase di rapida evoluzione manifestano costantemente la necessità di avvalersi di risorse aggiornate.

In valore assoluto le aree più richieste sono Ricerca & Sviluppo, Produzione, Logistica e Lean al 18,6%, segue subito l’area Commerciale/Vendite al 16,6%; di seguito Amministrazione Finanza e Controllo al 14,6%, Comunicazione e Marketing al 9,8% e l’area Retail con l’8,5%.

Trend-2011
Per quanto riguarda la geografia delle richieste, oltre il 68 % arriva da aziende del Nordest, il 15% da Nordovest, l’8% dal Centro e il 5% dall’Estero (in particolare Germania, Olanda, Svizzera, Russia, Belgio, Lussemburgo e Cina).

 

* Osservatorio Job Career Center, Fondazione CUOA

 

20/07/2011

Utenti Facebook e pagine aziendali: il segreto perché il rapporto funzioni

Lorenzo Amadei, Claudia Zarabara *

Image: tungphoto / FreeDigitalPhotos.net Tra aprile e maggio 2011 come Fondazione CUOA abbiamo condotto un’indagine online per cercare di capire il rapporto tra utenti di Facebook e pagine aziendali.

Come anticipato in un precedente post (Cosa vogliono gli utenti dalle pagine aziendali in Facebook?), su questo tema si trovano analisi e commenti secondo il punto di vista delle aziende (perché essere presenti nei social media e come integrare questi strumenti nella propria strategia di comunicazione e marketing). Molto più difficile è trovare studi e indagini che pongano l’attenzione sul punto di vista dell’utente.

All’indagine hanno risposto 849 persone: alcuni risultati sono anticipati nell’infografica pubblicata qui di seguito, mentre il report completo sarà pubblicato nel prossimo autunno.

In generale, ciò che emerge è che l’utente di Facebook percepisce la presenza delle aziende (o degli enti, dei personaggi pubblici etc.) come qualcosa di normale all’interno del social network, tanto che più di 8 persone su 10 hanno affermato di essere fan di almeno una pagina: un numero di utenti enorme, quindi, cui le aziende possono rivolgersi direttamente e con cui possono instaurare un rapporto e un dialogo diretto.

Con la dovuta attenzione e cura dell’utente, le pagine aziendali in Facebook diventano un potente ed efficace strumento.

L’aspetto cruciale, che emerge dalla nostra ricerca, è rappresentato dalla necessità di una comunicazione corretta, che coinvolga l’utente/fan, che gli riconosca l’importanza di aver associato il proprio nome a quello della pagina, che gli riconosca correttamente ruolo e intelligenza.

L’utente, infatti, non gradisce messaggi troppo o esclusivamente commerciali, mentre cerca/chiede un dialogo trasparente e diretto.

Illuminante, in tal senso, il progetto 2.0 “Nel Mulino che vorrei” (Barilla – presentato in Fondazione CUOA nel maggio 2010), che a titolo di premessa dice: “Questo progetto non parla, ascolta – Questo progetto non dice, fa – Questo progetto non insegna, impara”.

Il valore aggiunto della comunicazione in un ambiente social come Facebook è proprio l’ascolto del cliente, inteso come comunicazione a tutti gli effetti bidirezionale. Ciò che l’utente chiede è di poter esprimere il suo pensiero in un rapporto alla pari con l’azienda o l’ente o il personaggio pubblico di cui è fan: visto dal lato della business page, indipendentemente da chi essa rappresenta, è dunque importante abbandonare l’autoreferenzialità e offrire ascolto al cliente.

Ricordiamo che questa è solo una sintesi dell’indagine, i cui risultati completi saranno divulgati il prossimo autunno. Aggiornamenti sull’indagine saranno pubblicati alla pagina www.facebook.com/cuoaxte


* Social media marketing - Fondazione CUOA

Infografica-utentiFB-ita

16/06/2011

Progetto di ricerca “Made in Lean Italy”: Libro Bianco sullo Stato del Lean Thinking in Italia

Arnaldo Camuffo *

Arnaldo Camuffo Negli ultimi anni si sono verificati un crescente fermento e una nuova attenzione all’applicazione dell’approccio Lean nelle imprese italiane, soprattutto in quelle piccole e medie. L’emergere di questa nuova consapevolezza è particolarmente interessante, perché costituisce un primo passo per il miglioramento della competitività del nostro Sistema Paese. Per accelerare tale processo di miglioramento, è però necessario che le applicazioni e le sperimentazioni si moltiplichino e che le esperienze di successo siano condivise e si contaminino.

Condizione base è identificare, analizzare e imparare dalle esperienze delle imprese che hanno applicato i principi e le tecniche del Lean Thinking in Italia, raccogliendo tali conoscenze in modo sistematico e rigoroso, in modo che, imparando da esse, la conoscenza sui processi di Lean Transformation in atto nel nostro Paese sia resa disponibile e condivisa, al fine di poter costruire su di essa ipotesi di intervento e progetti di sperimentazione, anche di politica industriale territoriale, regionale, settoriale e intersettoriale, che tengano conto delle interdipendenze tra le imprese.

In questo contesto il CUOA Lean Enterprise Center, unico centro italiano affiliato al Lean Global Network e al Lean Enterprise Institute di Boston, in collaborazione con il Club dei 15 di Confindustria, ha lanciato il progetto di ricerca “Made in Lean Italy”: Libro Bianco sullo Stato del Lean Thinking in Italia.

I risultati del progetto di ricerca saranno presentati durante il secondo Italian Lean Society Summit, che si terrà a Vicenza il prossimo 20 e 21 settembre, in cui per due giorni si discuteranno e presenteranno le più significative esperienze italiane in team di Lean, alla presenza di Jim Womack e Dan Jones, fondatori del Lean Movement e co-autori de “La Macchina che ha Cambiato il Mondo”, “Lean Thinking”, e “Lean Solutions”.

Il progetto di ricerca si articola in vari sottoprogetti, tra cui un’indagine campionaria sullo stato di applicazione dei principi e delle tecniche del Lean Thinking nelle imprese italiane.

Tale indagine è condotta tramite un questionario compilabile online in pochi minuti, utilizzando il link di seguito indicato. Partecipando, oltre a vedere inserito il nome della vostra azienda tra quelle che stanno sperimentando il Lean Thinking a livello nazionale, contribuirete a diffondere i principi del Lean Management e renderete più completa e affidabile l’analisi, favorendo più accurati processi di diagnosi e di messa a punto di interventi e politiche a livello di supporto competitivo e politica industriale.

Per partecipare al questionario: http://www.surveymonkey.com/s/Aziende_Lean

Per informazioni sul Summit: http://www.leancenter.it/LeanEvents/LeanSummit2011/tabid/224/language/it-IT/Default.aspx


* Direttore scientifico del CUOA Lean Enterprise Center

02/05/2011

Cosa vogliono gli utenti dalle pagine aziendali in Facebook?

Lorenzo Amadei *

Image: bearvader / FreeDigitalPhotos.net Parlando di aziende e social media, per lo più ci si concentra su perché le aziende devono essere nei social network e sull’atteggiamento che queste devono tenere in un’ottica di marketing.
Quasi mai, invece, si trovano analisi condotte sotto un altro punto di vista, ossia: cosa cercano gli utenti quando consultano le pagine delle aziende nei social network e in Facebook in particolare? Cosa si aspettano, cosa desiderano leggere, cosa “gli piace” leggere nei post delle pagine ufficiali?

…ma soprattutto, viceversa cosa non vogliono leggere? Raramente ci domandiamo perché gli utenti decidono di abbandonare una pagina. Possono esserci casi ecclatanti di cattiva comunicazione 2.0 e conseguente "rivolta" degli utenti, (come nel recente caso "Patrizia Pepe") ma piu' spesso il numero di fan cala in maniera lenta e poco visibile.

Ci sono due spunti in rete su questo tema: una ricerca di Cohn & Wolfe e una ricerca del Nielsen Norman Group.

Riassumiamo i punti principali che emergono da queste due ricerche:

- è opinione diffusa tra i consumatori online che le aziende dovrebbero utilizzare i social media per avere riscontri sui propri prodotti
- la maggior parte degli utenti crede che i brand dovrebbero veicolare promozioni e offerte particolari attraverso i social network
- la voce “intrattenere” è quella meno indicata dai consumatori online come comportamento desiderato da parte delle aziende sui social network
- l’82% degli utenti online si aspetta di ricevere informazioni sulle novità dell’azienda
- le aziende che postano troppo frequentemente danno fastidio perché “riempiono” i wall degli utenti a scapito dei post degli altri amici e contatti, rischiando così che l’utente smetta di seguirle
- allo stesso tempo, però, gli utenti vogliono post “attuali” come per avere l’impressione di “essere i primi a sapere quella cosa” (One user, for example, said the information she received on social networks made her feel like she was “the first to know.” Such feelings give followers a sense of exclusivity)
- gli utenti preferiscono uno stile di comunicazione informale anche nei messaggi aziendali
- account e pagine aziendali creati ma non aggiornati o addirittura “abbandonati” danno l’impressione più negativa. Nielsen Norman li chiama “graveyard sites” – siti cimitero!

Sono già indicazioni importanti, che meritano, a mio avviso, di essere monitorate e "verificate" periodicamente per tenere sotto controllo l'evoluzione dell'atteggiamento dell'utente.
Peraltro le due ricerche sono state condotte su numeri abbastanza limitati di utenti per una precisa scelta metodologica, mentre potrebbe essere interessante cercare conferma delle indicazioni emerse su scala più ampia. A tal proposito la Fondazione CUOA ha lanciato di recente una ricerca online su "cosa vogliono gli utenti dalle aziende in Facebook" per provare a costruire un quadro d'insieme del fenomeno. I risultati saranno poi condivisi sui canali della Fondazione CUOA.

* Lorenzo Amadei, Fondazione CUOA



04/04/2011

La customer satisfaction nelle pubbliche amministrazioni: interessa davvero alle PA?


Image: renjith krishnan / FreeDigitalPhotos.net Lo Staff Pubbliche Amministrazioni del CUOA ha realizzato a marzo 2011 un’indagine per valutare l’interesse e la propensione alla misurazione della customer satisfaction nelle organizzazioni pubbliche presenti nel nostro territorio.
Hanno risposto al sondaggio 160 persone, prevalentemente di Enti Locali di piccole e medie dimensioni del Veneto.
Dai dati raccolti è emerso che la tematica della customer satisfaction è ritenuta in primis un importante indicatore di consenso per la pubblica amministrazione.
I settori ritenuti più adatti per effettuare un'indagine di customer satisfaction risultano essere (per oltre il 50% dei rispondenti) lo Sportello Unico delle attività produttive e il Settore dei Trasporti, caratterizzati entrambi da un alto contatto con il pubblico, seppur con peculiarità ed obiettivi differenti.

Nonostante il forte interesse verso la tematica della customer satisfaction, tuttavia, emerge chiaramente che nella realtà poco o nulla viene effettivamente realizzato, ed i pochi enti locali che hanno intrapreso qualche attività specifica lo fanno principalmente nei confronti degli utenti dei servizi asilo nido, biblioteca, anagrafe.

Significativo è anche il dato emerso dalla domanda relativa a cosa possa spingere le pubbliche amministrazioni ad investire in un’indagine per analizzare la soddisfazione del cliente: il fattore determinante viene indicato dal 62% dei rispondenti nello sviluppo diffuso presso gli operatori della PA di una cultura organizzativa in merito alla customer satisfaction.

La tematica della customer satisfaction è quindi certamente un argomento “caldo” che interessa le pubbliche amministrazioni, ma che non viene implementato soprattutto a causa della mancanza di strumenti e di una cultura organizzativa fondata sul miglioramento continuo, che diventa costruttivo ed effettivo solo se si dà ascolto ai clienti/utenti dei servizi.

Infine due ultime considerazioni: da un lato alcuni enti locali iniziano effettivamente a investire nella formazione sui temi della customer satisfaction, dall'altro comincia a emergere anche in amministratori e politici locali la spinta a muoversi in tale direzione e quindi ad analizzare la soddisfazione dell'utente rispetto ai servizi offerti.

Queste le slide con gli esiti completi della survey:

07/03/2011

I comandamenti per trovare lavoro


Colloquio di lavoro Come affrontare con successo un colloquo di lavoro?

Abbiamo chiesto ad alcuni ex allievi CUOA, oggi affermati professionisti in aziende di lato livello, di indicarci alcune regole e consigli.

Preparatevi. «Preparatevi sull’azienda, - consiglia Andrea Aldrighetti, responsabile risorse umane del Gruppo Ferroli, Master CUOA 2000/2001 informandovi sui prodotti, sui mercati, sulla sua situazione economica attuale e sulle prospettive per il futuro, meglio se parlando con qualcuno che ci lavori o che ci abbia lavorato. Preparatevi, inoltre, su voi stessi, esercitandovi a raccontare di voi in maniera completa, ma concisa, mettendo in evidenza le vostre caratteristiche, che vi rendono indicati per il lavoro che vorreste fare. Non fissatevi a tutti i costi su inquadramento e retribuzione; cercate piuttosto di capire se il lavoro in sé è in linea con le vostre caratteristiche ed aspettative, anche a livello di prospettiva. Se è così, sarete messi in condizione di esprimervi al meglio e vedrete che anche le soddisfazioni economiche arriveranno di conseguenza».

Siate flessibili. «Dopo la Laurea la scelta non è facile: continuare a specializzarsi o cercare lavoro? Concentratevi su cosa vorreste fare - suggerisce Antonio Nigro, HR Group Director di Riello Group, Master CUOA 1997/1998 - non limitatevi ad andare ed accettare qualunque cosa. Siate flessibili: i neolaureati dovrebbero approcciarsi al mondo del lavoro con maggiore flessibilità, sviluppare migliori capacità di adattamento all’interno dei contesti aziendali e lavorare molto su alcuni aspetti, quali: intraprendenza, doti relazionali e comportamentali. Non scartate a priori proposte di stage: è uno strumento fondamentale, è un investimento per neolaureati e per aziende, non uno “sfruttamento”. Attenti alle aziende che lo offrono, valutate il progetto, le possibili prospettive, ma poi scegliete umilmente e impegnatevi a fondo».

Niente finzioni. «Evitate di bluffare - ricorda Mario Vendraminetto, Vice Presidente e Director HR and Communication presso DSM Desotech, Master CUOA 2000/2001 - oggi le aziende “incrociano” sempre più le informazioni sui candidati prima del colloquio utilizzando le potenzialità dei professional social network. Anche Facebook può essere fonte preziosa di informazioni. Chiedersi sempre qual è il proprio target: idee chiare su dove si vuole arrivare, la candidatura deve sempre essere spiegata come un tassello di un processo di sviluppo a lungo termine, che deve portare da qualche parte. Evitate di essere impreparati sulla cultura aziendale, su quali sono i valori su cui si basa l’identità dell’azienda: questo è fondamentale, perché il successo non dipende solo da forti competenze, consolidate conoscenze e vasta esperienza, ma il candidato deve, soprattutto, “flirtare” con la cultura dell’azienda».

«Il valore aggiunto per far propria una posizione di lavoro - afferma Paolo Bergamin, HR Manager di Manifattura Corona S.p.A., Master CUOA 2001/2002 - è mettere quel pizzico della propria personalità che ci rappresenta. In tutte le ricette di cucina vengono riportate indicazioni sugli ingredienti necessari, di come procedere con impasti, tempi di cottura e tutti gli altri elementi per una buona riuscita del piatto. Ciononostante, spesso e volentieri, il risultato è diverso da persona a persona, ognuno può avere il proprio segreto, una propria personalizzazione che ne decreta il successo. E così è anche per la ricerca di un lavoro, gli ingredienti sono gli stessi, ma la differenza è data dal valore aggiunto che ognuno riesce a trasmettere. Trasmettete sicurezza e siate pronti a ricevere domande inaspettate: l’obiettivo dell’esaminatore è anche verificare la capacità di reagire agli imprevisti e la sincerità. Non siate troppo ansiosi: evitate di descrivere in maniera fumosa le ultime esperienze lavorative o affrontare colloqui di lavoro in modo superficiale».


Conoscere se stessi ed essere consapevoli delle prospettive dell’azienda; dimostrare interesse verso tutto quello che l’azienda ha da offrire ed essere pronti a rispondere a domande inaspettate; personalità, preparazione, autostima, carisma e flessibilità: sono questi quindi gli ingredienti per inserirsi efficacemente e poter crescere nel mondo del lavoro oggi.
 

20/12/2010

Chi assumono le aziende del nordest?

L’osservatorio del Jobcareer del CUOA: richieste a +23,17%.

In forte ascesa la domanda di inserimento relative alle aree funzionali Logistica, R&D e Risorse Umane. In valore assoluto le aree più richieste restano "Commerciale e vendite" e "Amministrazione, Finanza e Controllo".

Le aziende assumono e cercano essenzialmente profili high skills e giovani (circa il 61% di richieste riguardano giovani).
L’Osservatorio di JobCareer del CUOA ha mappato le professionalità maggiormente richieste dal mercato del lavoro nel corso del 2010, consentendo di identificare le tendenze per il 2011, individuando i profili maggiormente ricercati da un panel di circa 700 aziende, leader nei diversi settori del manifatturiero e dei servizi, con un focus sull’area Nordest.
L’elemento più significativo che emerge dal numero di domande pervenute al JobCareer del CUOA è che nel corso del 2010 si è più che dimezzata la riduzione registrata nel corso del 2009, conseguenza più macroscopica alla crisi. Inoltre oltre il 60% dei profili richiesti ha meno di 3 anni di esperienza: ciò significa che le aziende anche per gli high skills stanno preferendo una fascia relativamente giovane.

Un segnale che la fine del tunnel si sta avvicinando riguarda la tipologia di specializzazione ricercata. È sostenuta, infatti, la domanda nei settori logistica, ricerca e sviluppo (+23%) nella gestione delle risorse umane (+16,67%), mentre, benché sia ancora la fetta più consistente delle domande, si riduce il peso delle domanda relativa all’amministrazione, finanza e controllo e commerciale e vendite, settori preminenti nel momento di crisi in cui le aziende spingevano sui profili in grado di fare sviluppo e tagliare i costi.

Aree-jobcareer2010

Quanto alla geografia delle richieste, oltre il 75% arrivano da aziende del Nordest, 8% Nordovest, 8% Centro, 5% dall’Estero (in particolare Irlanda, Regno Unito, Germania, Cina, Sud America, Olanda, Est Europa), il restante 2% dal Sud e Isole.
I settori aziendali più richiesti sono l’area commerciale, amministrazione finanza e controllo e area operations (Ricerca & Sviluppo, produzione, logistica e lean). La distribuzione vede una predominanza del settore Amministrazione Finanza e Controllo (19%), Commerciale/Vendite (17%), R&D Logistica e Lean (16%), Marketing e Comunicazione (10%), Risorse Umane/Organizzazione (7%).
I profili junior e neolaureati continuano a mantenere vivace la domanda: oltre il 60% delle imprese ricerca giovani. Mentre nell’area middle e senior la domanda si concentra nel settore dell’ICT, Qualità, Banca/assicurazione, Product e Project Manager.

Andamento-jobcareer2010

“La nuova normalità dopo la crisi - ha commentato Luca Vignaga Presidente di Aidp - evidenziata da questi dati dice che se nel 2009 le aziende ricercavano chi andasse a vendere e il controllo dei costi, nel 2010 i nuovi inserimenti dicono che c’è ancora tanto manifatturiero nelle nostre aziende, e quindi Ricerca&Sviluppo, logistica e produzione.
Un altro aspetto importante è che le nostre aziende inseriscono sempre più giovani non soltanto per una questione di costo, ma perché questi giovani con ampie competenze, una Laurea e un master come minimo, consentono di individuare le tendenze del momento, portano innovazione e cambiamento”.

Sul tema dei nuovi inserimenti precisa Ivana Simeone, responsabile del JobCareer del CUOA: “Circa un terzo dei profili giovani inseriti, cioè delle assunzioni relative a persone da o a 3 anni di esperienza, ottiene un contratto a tempo indeterminato, mentre la parte restante accede tramite le variegate modalità contrattuali definite flessibili. Inoltre, notiamo una forte richiesta da parte dell’estero: circa un 5% delle domande arriva infatti da aziende che hanno bisogno di inserire risorse nelle proprie sedi internazionali, in particolare Est Europa e Asia”.

21/10/2010

Le aziende e la crisi: l'indagine dell'Osservatorio Legislazione e Mercati


Le aziende e la crisi L’Osservatorio Legislazione & Mercati dell’Area Finance della Fondazione CUOA ha di recente condotto un’indagine, "incrociando" il mondo imprenditoriale e quello bancario, per scoprire se la crisi economica e finanziaria che ha investito la società degli ultimi anni è stata superata.
I dati presentati (vedi anche slides e report di analisi a fondoa rticolo) provengono da 100 questionari raccolti da aziende industriali e da 50 questionari provenienti da istituti bancari a livello nazionale e locale:
  • impatto della crisi: per il 31% delle aziende la contrazione del fatturato si è mantenuta entro limiti poco rilevanti

  • gli strumenti di reazione: per il 56% definire nuove strategie di business

  • quali interventi normativi di contrasto: il 31% delle aziende e il 32% delle banche essenziale l’abolizione delle norme superflue e inutili

  • la concessione di credito: si fonda per il 30% degli istituti bancari sui fondamentali dell’impresa e sulla credibilità dei piani economici e finanziari
  • un sistema imprenditoriale che tende a chiudersi: il 55% delle aziende non gradisce un partner finanziario avulso dal contesto gestionale, come un private equity
Il campione di imprese analizzate ha per il 77% sede in Veneto e Friuli Venezia Giulia, per il 7% in Emilia Romagna, e il restante 16% sul restante territorio nazionale. Il campione delle banche, riguarda prevalentemente istituti operanti nel Triveneto.

L’Osservatorio Legislazione & Mercati di CUOA Finance rappresenta un punto di riferimento qualificato per il settore finanziario, al fine di avviare un tavolo di controllo e discussione sulle dinamiche del rapporto banca-impresa e sulla tutela patrimoniale. L’Osservatorio è aperto a operatori di banche, intermediari, liberi professionisti e imprese.

 

04/08/2010

Survey International management

L’Area Executive Education della Fondazione CUOA ha di recente lanciato un’indagine per analizzare i fabbisogni formativi di imprenditori, manager e professionisti sui temi relativi alla creazione e allo sviluppo di business internazionali.

È stato somministrato un questionario per indagare il punto di vista sullo sviluppo di business con i mercati esteri, sulle aree geografiche e sui Paesi esteri che incidono maggiormente sul fatturato estero dell’impresa, e sulle conoscenze ritenute strategiche per affrontarli. Il primo campione di rispondenti è costituito da 147 imprenditori e manager provenienti da funzioni diverse e con ruoli principalmente di responsabilità in azienda.
La maggior parte dei rispondenti opera nell’ambito di piccole e medie imprese (83%); per il 58% si tratta di aziende di produzione, per il 39% di aziende di servizi, per il rimanente 3% di distribuzione. Il 51% dei rispondenti all’indagine ricopre un ruolo di direzione; di questi, il 17% sono imprenditori.
Le aziende rispondenti hanno sede principalmente in Veneto (73%). Le province maggiormente rappresentate sono Vicenza (31%) e Padova (22%).

Il 71% dei rispondenti sviluppa business con mercati esteri:

Domanda1

e l’incidenza dell’export sul fatturato incide più del 50% per il 48% dei rispondenti.

Domanda2


I mercati che risultano in questo momento maggiormente attrattivi sono Russia (22%), Cina (18%) e Medio Oriente (15%).

Domanda4


La maggior parte di coloro che hanno contribuito al sondaggio ritiene che sia la vendita diretta (39%) la modalità di accesso ai mercati ritenuti maggiormente interessanti, mentre un 28% intende adottare Joint Venture o partnership.

Domanda5


Il 63% delle aziende dei rispondenti ha filiali commerciali o siti produttivi all’estero.

Domanda6


A proposito di formazione, le tematiche ritenute maggiormente strategiche per affrontare business internazionali sono Contrattualistica internazionale (14%), Marketing internazionale (12%), Strategie di internazionalizzazione (11%), Diritto internazionale (9%); l’8% dei rispondenti ritiene interessanti le conoscenze di Global Supply Chain Management, Negoziazione internazionale e Cross Cultural Management, il 7% vorrebbe approfondire la tutela della proprietà intellettuale e la gestione delle Risorse Umane in ambiente internazionale.

Domanda11