Lean Management

Leggere i segnali del cambiamento in un contesto VUCA

Unknown unknows: how do you know, what you need to know, before you need to know it?

Unknown unknowns: come puoi sapere, quello che devi sapere, prima di saperlo?
Guardando semplicemente gli indici finanziari delle borse, risulta evidente come imprese sempre più giovani e innovative, come ad esempio AirBNB e Uber, prendano il posto delle aziende tradizionali. Nel recente passato, abbiamo visto fallire aziende che credevamo “infallibili”, come Nokia e Kodak, ma di fatto è successo. Questa tendenza viene spesso spiegata riconducendola alle caratteristiche di un contesto cosiddetto “VUCA”, cioè al trend che il mondo in cui operiamo è sempre più Veloce, Incerto, Complesso ed Ambiguo.

Quello che il mondo VUCA evidenzia è che le aziende emergenti hanno capito “qualcosa”, prima delle aziende gestite in modo tradizionale ed è proprio quel “qualcosa” che ha contribuito, in pochissimo tempo, al successo delle start-up.

Il rilevamento dei segnali cosiddetti “deboli” – coniato per la prima volta da Ansoff (1975) in “Managing Strategic Surprise by Response to Weak Signals” – è un processo continuo di scansione alla ricerca di indizi che indicano che si stanno verificando dei cambiamenti nell’ambiente in cui ci si trova a operare.

Ciò che le aziende tradizionali sono più portate a “capire tardi” viene spiegato dal lavoro di Klein (2008) che ha descritto come le persone tendono a utilizzare la propria esperienza nel prendere una decisione (recognition-primed decision model). Nel libro “Sensemaking in organization”, Karl E. Weick (1997) descrive come spesso in azienda il processo decisionale razionale domina e si tende a ignorare la complessità e l’ambiguità del mondo reale.  

In maniera ancora più evidente, questi aspetti vengono descritti nell’articolo intitolato “A Leader’s Framework for Decision Making”, in cui Snowden e Boone (2007) sostengono che molte decisioni possono essere migliorate attraverso una scansione più olistica che permette l’identificazione corretta delle caratteristiche del contesto, all’interno del quale vengono prese le decisioni. In questo modo, il processo di Sensemaking, ossia il processo “che produce senso”, aiuta a formare le strutture e i comportamenti più efficaci da parte dell’organizzazione nel cogliere dei segnali, forti o deboli, che questo nuovo mondo complesso ci invia continuamente.

In occasione del Lean Day CUOA “Lean e Agile: l’era dell’impresa duale”, che si terrà il 28 settembre, avremo occasione di sperimentare direttamente i concetti di rilevamento dei segnali deboli, sense making e pensiero complesso, attraverso lo svolgimento di esercitazioni pratiche, utili a capire i comportamenti che devono essere messi in atto per risultare vincenti in questo mondo VUCA.


Autore: Bastiaan Brouwer, Faculty Member CUOA Business School