Imprenditorialità e Governance Management

Dimissioni solo on line

di Simone Baghin*

Dal 12 marzo 2016, le dimissioni dei lavoratori dovranno essere effettuate esclusivamente con modalità telematica, compilando un apposito modulo presente sul portale del Ministero del Lavoro www.cliclavoro.gov.it.
Con tale modalità, il legislatore vuole definitivamente eliminare il cd. fenomeno delle “dimissioni in bianco”, ovvero quella pratica con la quale il lavoratore, al momento dell’assunzione, firma anche un foglio in bianco (che poi verrà compilato dal datore di lavoro con le dimissioni al momento opportuno).

Ma come funziona la nuova procedura?
Per comunicare le proprie dimissioni con il modello telematico, attraverso il sito del Ministero del Lavoro, i lavoratori dovranno avere attivato un’utenza sul portale Cliclavoro del Ministero ed essere in possesso del codice di identificazione (Pin) Inps.
Il lavoratore dovrà:
1. registrarsi presso il sito cliclavoro e avere un username e una password di accesso
2. registrarsi al sito dell’Inps e avere il PIN personale (il possesso del PIN I.N.P.S. non sostituisce le credenziali ClicLavoro, ma si aggiunge allo scopo di conferire un maggior livello di sicurezza al riconoscimento)
3. compilare un modello telematico con i propri dati, i dati del datore di lavoro e i dati del rapporto di lavoro
4. inviare il tutto al sistema informatico, il quale fornisce un codice alfanumerico attestante il giorno e l’ora in cui il modulo è stato trasmesso.

Per chi ha poca “dimestichezza” con computer e internet, in alternativa, potrà affidarsi ai soggetti abilitati (patronati, sindacati, enti bilaterali e commissioni di certificazione) che effettueranno la procedura a suo nome.
Il modulo “telematico” di dimissioni e risoluzione consensuale si compone di cinque sezioni: le prime tre sono compilate in automatico recuperando le informazioni direttamente dal sistema; la quarta deve essere sempre compilata dal lavoratore e la quinta viene aggiornata automaticamente dal sistema.

Ad ogni modulo verrà attribuita una data di trasmissione (marca temporale) e un codice identificativo.
La comunicazione verrà poi spedita “telematicamente” alla casella di posta elettronica certificata del datore di lavoro e alla direzione territoriale del lavoro competente.

È importante sottolineare che il nuovo modulo telematico rappresenterà il solo modello di dimissioni che obbligatoriamente dovrà essere utilizzato: le vecchie e care lettere di dimissioni non si potranno più utilizzare e andranno pertanto in soffitta.

A chi non si applica la nuova disciplina:
• alle dimissioni rassegnate dalla lavoratrice nel periodo intercorrente dal giorno della richiesta di pubblicazione civile del matrimonio ad 1 anno dopo la celebrazione delle nozze, che dovranno essere convalidate presso la DTL
• alla risoluzione consensuale o alle dimissioni di cococo, cocopro, associati in partecipazione con apporto di lavoro per i quali rimane la vecchia convalida assistita
• alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e alla richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice durante il periodo di gravidanza o dalla lavoratrice e dal lavoratore, durante i primi tre anni di vita del bambino.

E se il dimissionario dovesse cambiare idea? Nessun problema (almeno sembra).
Entro 7 giorni dalla presentazione delle dimissioni, dovrà rientrare nella procedura telematica e compilare un modulo di annullamento delle dimissioni, con la speranza che questo arrivi al datore di lavoro e che nel frattempo questo non si sia organizzato per sostituirlo.
Ancora alcuni aspetti sono da chiarire: come comportarsi con quel lavoratore che non si presenta più al lavoro e che fino ad oggi abbiamo considerato come dimissionario per fatto concludenti? E quelle aziende (penso al piccolo artigiano…) che non hanno la pec come potranno venire a conoscenza delle dimissioni dei propri collaboratori?

Tutto facile no? La finalità della norma (in contrasto con uno dei principi cardini del Jobs Act che è semplificazione …) alla fine risulterà essere quella non di disincentivare le dimissioni in bianco ma di disincentivare le dimissioni in generale: il lavoratore che si appresterà ad entrare, per sua fortuna o sfortuna a seconda dei punti di vista, nel “girone infernale” della procedura telematica alla fine, sconfitto e scoraggiato, chiederà al proprio datore di lavoro di licenziarlo.

*Consulente del lavoro, docente CUOA, Faculty MBA Imprenditori

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