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I miei passi verso l’Agile. Capire di avere un problema per cercare la giusta soluzione

Negli anni ‘80 una nota marca di aspirapolveri descriveva i propri prodotti definendoli “per chi non si accontenta”. Gli anni ‘80 sono finiti da un bel po’, ci siamo lasciati alle spalle le giacche con le spalline, le permanenti cotonate e le penne alla vodka ma per me, figlio degli anni ‘80, una cosa è rimasta: non mi accontento.

Questo lato del mio carattere me lo porto dietro da sempre – non mi sono accontentato della formazione offerta dall’università ai tempi in cui gli esami si svolgevano tutti su carta (il che non sarebbe stato un problema, se non fossi stato iscritto ad Informatica nei primi anni 2000), e non mi sono mai accontentato delle pacche sulla spalla o delle ramanzine alla fine di un lavoro o di un progetto.

Negli anni ho avuto a che fare con diverse realtà lavorative, dalla piccola azienda alla multinazionale, ed in tutte queste realtà ho notato che qualcosa non andava, che alla fine della giornata mancava sempre qualcosa.

Per capire quale fosse questo “je ne sais quoi” ci ho messo diverso tempo, ma alla fine ho capito che era tutto collegato al passaggio da un “lavoro” (chiamatelo commessa, contratto, o progetto) al successivo. Quando si chiudeva un lavoro, i riscontri erano sempre gli stessi: è andata bene, quindi siamo stati bravi, oppure è andata male e qualcuno deve assumersi la responsabilità.

Pacca sulla spalla o caccia al colpevole.

Ma era davvero tutto qui?
Davvero si riduceva tutto alla performance del singolo, all’effort del manager, al budget o alla quantità di persone coinvolte?
Davvero i successi erano solo trofei da esporre e di cui vantarsi per aumentare il fatturato aziendale?
Ovviamente no.

Una volta capito questo, la risposta si è presentata da sola: manca un collegamento. Qualcosa che permetta di imparare dai successi e dagli errori per crescere costantemente, e che dia la possibilità di essere riconosciuti non solo per il “cosa”, ma anche per il “come”.

Valore” era la parola chiave.

Serviva una concezione nuova del concetto di valore, un passaggio dal concetto di valore “produttivo” verso qualcosa di più vicino alla società moderna, volta prevalentemente al servizio. Dopo più di duecento anni dalla rivoluzione industriale, il valore di un lavoro non è più intrinseco al lavoro stesso, ma estrinseco e direttamente collegato ai lavori passati e a quelli futuri. Non si materializza direttamente nell’aumento di fatturato, ma nell’esperienza e nella crescita dell’azienda a tutto tondo.

Questo nuovo concetto di valore porta con sé due domande: “cosa genera valore?” e “come posso io generare valore?”.

Nella mia personale esperienza, la metodologia Agile non solo risponde a queste due domande, ma fornisce anche un canovaccio di nozioni e pratiche da applicare. I valori dell’Agile Management pongono le basi per trasformare il valore da “intrinseco” ad “estrinseco”. I principi e la natura iterativa di questo approccio aiutano le persone a capire qual è la nuova direzione da seguire e a metterla in pratica attraverso alcuni step ben definiti. 

Ovviamente, l’Agile non è una panacea, né fornisce una bacchetta magica in grado di sistemare tutti i problemi in azienda.

Agile è un modo di pensare e di vivere la propria professionalità da parte di coloro che non si accontentano e i vari framework non sono altro che “mattoncini” con cui si può costruire qualsiasi cosa, attraverso una modalità di agire pratica e stimolante.

La partecipazione ai percorsi formativi CUOA dedicati alla metodologia Agile mi ha permesso, attraverso il contatto con insegnanti capaci e preparati, di dare un senso concreto a questa mia ricerca del miglioramento costante e soprattutto mi ha fornito solide fondamenta su cui costruire con la pratica (empirica, da buono SCRUM pratictioner) il mio futuro professionale. Allo stesso tempo, il contatto con i “colleghi” di corso mi ha permesso di allargare i miei orizzonti confrontandomi con altri professionisti, di aree anche molto diverse dalla mia ma nella mia stessa situazione, condividendo una miriade di esperienze e idee di cui fare tesoro. 

Autore: Filippo Cinetto, IT Manager sempre alla ricerca di nuove sfide, ex allievo corsi Agile Management Start Up e Agile Project Management

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