Imprenditori CUOA nel mondo Imprenditorialità e Governance ImpresealCUOA n. 35 del 13 novembre 2017 Internazionalizzazione La community MBA Imprenditori CUOA

The glove vs the boot, il guanto verso lo stivale

Imprenditori CUOA nel mondo

2 ottobre 2017

di Maurizio Zordan*

Dopo quasi tre settimane dal mio arrivo negli USA, eccomi con le prime riflessioni che desidero condividere con la community CUOA: le differenze (nel bene e nel male) che ci sono rispetto al nostro “Bel Paese”.
Ho usato nel titolo la metafora derivante dalle sagome geografiche dei due stati: il Michigan, con la sua parte principale fatta a forma di guanto (la manopola) e l’Italia, lo “stivale”.

Vi scrivo da Grand Rapids o meglio da una cittadina-quartiere che si chiama East Grand Rapids, che abbiamo scelto, su indicazione di amici italiani che sono qui da sette anni, come quartiere in cui far frequentare un anno di scuola ai nostri figli, rispettivamente di 12 e 15 anni.
Vi parlo di numeri e di informazioni di massima, perché come l’Italia è lunga l’America è grande e ci sono molte differenze tra le città e il resto dell’America, come hanno messo in luce anche le recenti elezioni presidenziali.
Grand Rapids è la seconda città del Michigan (circa 200 mila abitanti) su cui ruota una popolazione di circa un milione di abitanti[1] (dimensioni simili a Vicenza, Verona o Padova) all’interno di uno stato che è grande poco meno dell’Italia, ma con la popolazione della Lombardia e dove il monte più alto (Mont Arvon) svetta a ben 600 metri. La quantità di acqua dolce che circonda questa penisola è pari a quella salata che circonda l’Italia.
Qui siamo infatti nella “fresca” regione dei grandi laghi e qui si sono succeduti ovviamente i nativi indiani e poi i francesi, gli inglesi, gli olandesi, con poi l’aggiunta di tedeschi, polacchi e più recentemente messicani. Dove siamo noi, gli italiani si contano sulle dita di 2 mani, probabilmente a Detroit ce ne sono di più.
I toponimi confermano queste origini: Makatawa, Kalamazoo, Michigan (“grande acqua” in lingua Chippewa) sono toponimi indiani; Detroit e Cadillac francesi; Holland e Zeland olandesi.
La lingua parlata è l’inglese, la seconda lo spagnolo, e poi a molta distanza vietnamita, tedesco, serbo-croato, cinese, francese, arabo, coreano, hindi. Nell’opuscolo West Michigan Overview, l’italiano non è citato.
Le etnie sono bianchi non ispanici 81,4%, bianchi ispanici 6,8 %, neri 6,8% più di due razze 2,5 %, e poi asiatici 2%, nativi americani 1%. L’età media in Michigan è di 39 anni (Grand Rapids 31), cioè 5 anni in meno rispetto ai 44 anni della media italiana che sostanzialmente si conferma in Veneto e nelle tre Province sopracitate[2].
Il reddito medio pro-capite è di 42.110 $ sulla base del 2014 [3] rispetto ai 28.400 € del Veneto [4] Nell’area in cui siamo noi il principale impiego di persone è nell’industria manifatturiera (20% degli occupati) seguita da Sanità (12%).

Il top employer è la potente struttura sanitaria Spectrum (quasi come a Valdagno dove l’ospedale se non sbaglio è il top employer) con 22 mila dipendenti e la seconda è il nostro supermercato preferito Meijer con 10 mila. Per venire al nostro settore le “aziendine” del mobile con più impiegati qui (ma ne hanno altri in giro per gli States e nel mondo) sono Herman Miller con 3.600 dipendenti e Steelcase con 3.500.

Il Michigan è stato uno degli swing state delle scorse elezioni ovvero uno degli stati che fanno la differenza nell’elezione del Presidente. Entrambi i candidati, Hillary e Donald, l’ultimo giorno di campagna erano qui a Grand Rapids.
Dal punto di vista della tassazione quello che vi posso per ora dire, visto che l’ho appena pagata, è che le tasse sulla casa qui sono molto alte perché pagano i servizi del quartiere, dalle scuole alla rimozione delle ramaglie. La prima rata che ho pagato è di circa 5.500 $.

Difficile venire qui? Senza un visto che ti faccia accedere al Social Security Number (il nostro codice fiscale) non si riesce a fare neanche la tessera sconto al supermercato, figurarsi la patente.

Dopo due giorni che eravamo qui siamo andati nell’apposito ufficio a fare domanda ed entro una settimana ci è arrivato a casa il documento più ambito da chi viene qui e che ti consente di vivere normalmente.
L’ostacolo più grande in USA è quindi l’immigration, passato quello, se sai l’inglese e hai voglia di lavorare le prospettive ci sono, qui il tasso di disoccupazione è il fisiologico 3%.
La moglie di un mio collega italiano, che ha avuto il SSN da pochi giorni, in una settimana scorsa ha fatto tre colloqui di lavoro e nel terzo le hanno fatto una proposta per cominciare a lavorare tra due settimane.
Con tutte le contraddizioni di questo Paese, questa è ancora l’America del sogno americano, molto dura, molto selettiva, ma è il Paese ideale per chi ha voglia di fare e ha iniziativa.

Cari colleghi, fatta questa introduzione, quello che mi piacerebbe raccontarvi nei prossimi appuntamenti riguarderà il lavoro, le associazioni imprenditoriali, i costi degli edifici industriali, la sanità e anche la scuola, piuttosto che le altre cose che troverò interessanti per me e per voi.

Quindi keep in touch!

*Presidente e Amm.re Delegato Zordas srl sb , Azienda CLUB Member CUOA, e Presidente Woodways International LLC

[1] wikipedia

[2] https://suburbanstats.org/population/how-many-people-live-in-michigan

[3] https://www.opendatanetwork.com/entity/0400000US26/Michigan/economy.gdp.per_capita_gdp?year=2014

[4] https://impresalavoro.org/pil-pro-capite-regione-regione-la-crisi-aumenta-divario-nord-sud/