Imprenditori CUOA nel mondo Imprenditorialità ImpresealCUOA, n. 42 del 10 aprile 2018 La community MBA Imprenditori CUOA

Georgetown University Vs Hogwarts

ImpresealCUOA, 10 aprile 2018

di Maurizio Zordan*

Continuano gli episodi dagli U.S. di Maurizio Zordan. Dopo gli articoli del 2 ottobre 2017, del 3 novembre 2017 e del 12 febbraio 2018, Maurizio ci racconta l’esperienza di successo in collaborazione con la Georgetown University di Washington DC.


Quando Giovanni mi ha chiamato a inizio ottobre (2017) per chiedermi se con la nostra azienda americana potevamo allestire lo stand della Domori al Northwest Chocolate Festival a Seattle che avrebbe aperto l’11 novembre sapevo che sarebbe stata una corsa avventurosa ma non mi immaginavo che questa corsa ci avrebbe portato dopo tre mesi a Washington DC dentro una delle più importanti università d’America fondata dal gesuita John Carroll nel 1789 dopo che nel 1773 l’ordine dei gesuiti era stato sciolto in Europa obbligandolo a emigrare in America.
Quindi fatta la fiera, conosciuto Riccardo Illy, che ha testimoniato con Domori e Illy (l’unica azienda italiana nella lista delle 135 aziende eccellenti del mondo, tanto per dire) una qualità diverse spanne sopra la media, smontato lo stand e fatta la foto con il team davanti allo stand re-imballato, me ne torno a Grand Rapids.

Da destra: Giovanni Acerbi, Valeria Feggi, Carlotta Borruto, Marco Mari e me medesimo la sera del 12 Novembre 2017 a Seattle

A fine gennaio Marco Mari di Italia Innovation mi scrive una mail in cui mi dice che loro collaborano con l’istituto italiano presso la Georgetown University di Washington DC e mi propone di partecipare alla terza edizione di questa gara tra studenti in cui loro hanno accompagnato il gruppo Illy nelle prime due edizioni, dove Illy era affiancata ad Eni e adesso proponeva a noi la terza edizione insieme a Eni: cioè la più grande falegnameria di Piana di Valdagno insieme alla più grande azienda italiana!
Ovviamente la seconda cosa che ho detto a Giovanni dopo che eravamo onorati è stata: “ma sei sicuro che noi siamo adatti?”.
Lui mi ha detto di sì e quindi dato che avevamo appena abbozzato un piano di possibile sviluppo negli States, con Marta (responsabile di marketing e sviluppo della nostra azienda negli Stati Uniti) Laura (responsabile marketing del gruppo Zordan) abbiamo preso contatto con Serafina Hager (una professoressa italiana che caparbiamente gestisce l’attività che mette in contatto studenti di Georgetown con aziende italiane) per organizzare il tutto.
Fin qui tutto normale: richiesta di informazioni sull’azienda definizione del tema per la gara e il premio per il team vincente.
Molta fibrillazione prima della partenza per Washington perché avrei avuto solo 15 minuti per descrivere, nel mio inglese misto veneto, italiano e slang del Michigan, azienda e progetto.
Arrivo a Washington, Serafina raccoglie me e Marta all’aeroporto, nel tragitto per andare alla nostra residenza ci racconta la sua avventurosa storia e mentre passiamo davanti al lato del Pentagono che era stato prontamente ricostruito dopo l’attentato del 2001, ci dice che suo marito lavorava lì e che quel giorno era fortunatamente andato tardi al lavoro.
Vediamo dalla Virginia la sagoma dell’Università che a me sembra Hogwarts molto più in grande e arriviamo alla nostra dimora che è una casa molto costosa gentilmente donata da un benefattore all’istituto.
Lavoriamo il pomeriggio per correggere la presentazione (visto che il dialetto veneto aveva influito sulla grammatica), vediamo le schede dei ragazzi e la mattina successiva entriamo in questa città universitaria passando davanti alla statua di John Carroll.
Faccio la mia presentazione dopo Gianni Di Giovanni, Chairman di Eni, davanti a 37 studenti.
Alle 10 sono definiti i gruppi: Eni ne ha 5, noi 4 (probabilmente complice il nostro premio per il team vincitore 4 ragazzi che inizialmente avevano scelto il progetto Eni passano al nostro) e devono consegnare il risultato entro le 15.30.
Unica concessione una pausa pranzo di poche decine di minuti alle 12 con i panini che Serafina e Marta avevano nel frattempo procurato.

Presentazione del progetto

Dopo aver parlato con Gianni del risultato delle recenti elezioni italiane io e Marta cominciamo a girare le aule dove i team stanno lavorando per rispondere alle domande e dare suggerimenti.
Aggiustiamo il tiro perché la presentazione non era stata abbastanza chiara e ci concediamo un giro per l’Ateneo dove nel frattempo era in corso un allenamento nel campo di football (rigorosamente all’interno della struttura), passiamo di fianco al sereno cimitero dei gesuiti e andiamo a fare shopping nel “modesto” negozio di souvenir di circa 500 metri quadri vicino alla caffetteria dove servono dell’ottimo espresso a 95 cents.
Nella mia testa si accavallavano le immagini di Harry Potter e di Animal House, ovvero le mie uniche conoscenze cinematografiche su qualcosa che assomigliasse ai college americani.
Arrivano le 15.30 e quindi cominciano le esposizioni degli studenti sul caso Eni dove il livello di esposizione è eccellente rispetto alla mia una presentazione da dilettante.
Penso che magari sul caso Eni si siano misurati i più bravi e quindi mi aspetto di vedere delle cose più umane sul nostro caso. Invece anche qui un livello eccellente, è quindi difficile individuare una classifica che alla fine abbiamo dovuto però stilare dando la vittoria a Oluseyi, Caroline, Dante e Melissa soprattutto per la loro capacità di lavorare in team.

And the winner is…

Come per il caso Eni tutti gli studenti (a parte i quattro di Serpeverde) hanno parlato di sostenibilità come fosse una cosa inevitabile e questo, oltre che confermare il nostro progetto, mi dà grande fiducia per il futuro perché questi ragazzi saranno la classe dirigenti del più potente stato del mondo anche se non sono tutti americani. Appena rientrato da Washington ho scritto ai miei fratelli che sarebbe bello che almeno qualcuno dei nostri figli avesse la possibilità di studiare in una di queste università dove si incontrano persone da tutto il mondo. Ora ospiteremo i vincitori in the Land of Venice e a Valdagno per due settimane e poi una settimana in Michigan perché completino il lavoro iniziato il 17 marzo ma soprattutto perché possano portare con loro un pezzo della cultura del nostro Paese, della nostra regione e della nostra azienda.

(*) A Georgetown hanno studiato, Jaqueline Kennedy Onassis, Bill Clinton e Stephen K. Bannon https://www.usnews.com/best-colleges/georgetown-university-1445

*Alumnus MBA Imprenditori