ImpresealCUOA n. 46 – Special Issue del 26 luglio 2018 Management

B-Corporation… e il modo di fare impresa non sarà più lo stesso

di Federico Rossi – Sintesi Comunicazione*

Se anche a livello normativo le B-Corporation sono state riconosciute, vuol dire che la sostenibilità rappresenta veramente un cambio di paradigma ineluttabile. Introdurre formalmente come fine ultimo dell’attività imprenditoriale non più e non solo la produzione e la distribuzione di reddito tra gli shareholders ma la distribuzione di un benessere condiviso più ampio, cambia completamente la prospettiva e le regole del gioco.
Si va oltre il concetto classico di catena del valore.
Si va oltre il concetto classico proprio di valore. Non più un valore reddituale ed economico, ma un impatto positivo e di lungo periodo a livello sistemico che coinvolge tutti i portatori di interesse dell’azienda.

E proprio in questo allargamento di prospettiva – dagli interessi, ovviamente ancora e assolutamente legittimi, degli shareholders al benessere di tutti gli stakeholders – sta l’evoluzione dei modelli di business che abbracciano la sostenibilità, non solo da un punto di vista etico, ma come elemento fondante un nuovo modo di fare impresa.
Sì, perché non bisogna confondere una B-Corp con una “onlus” ovvero con un soggetto che opera esclusivamente per un fine sociale più ampio.
Alla base delle B-Corp ci sta la consapevolezza che il fine sociale più ampio, ovvero il benessere di tutti i soggetti che gravitano intorno all’azienda, rappresenta un elemento fondante l’efficacia, l’efficienza, la qualità, la produttività e la competitività dell’azienda.

Pensiamo ad esempio ai collaboratori. Operare per garantire a queste persone il miglior ambito lavorativo possibile – in termini di sicurezza, clima organizzativo, flessibilità, retribuzione, etc. – non vuol dire fare filantropia. Vuol dire assicurarsi le condizioni ideali affinché l’azienda operi al meglio. In un contesto del genere, il collaboratore sarà sicuramente più performante e nutrirà un maggior senso di appartenenza verso l’organizzazione.

Pensiamo solo a cosa voglia dire questo sul fronte dell’attrattività (e della capacità di riuscire a trattenere) di talenti in azienda o a come le nuove modalità di smart working, open leadership, open innovation assumano valenza ben diversa e decisamente più impattante.

La stessa prospettiva si può estendere ai fornitori (che in questo contesto diventeranno realmente dei partner disposti ad affiancare l’azienda), al sistema del credito (sicuramente maggiormente “disponibile” in quanto vedrà in quest’azienda una miglior prospettiva di business continuity) e sicuramente alla comunità di riferimento (pensiamo a cosa voglia dire abbassare i conflitti con la collettività e gli eventuali gruppi di pressione).

In un framework così definito la B-Corp non opera solo per garantire uno sviluppo sostenibile e rigeneratore dell’azienda e del pianeta, ma lavora per assicurare a tutti le migliori condizioni operative e relazionali verso un’azienda che vede così, in extrema ratio, modificati i suoi confini in un caleidoscopio partecipativo che va ben oltre i ruoli classici definiti dalle tradizionali strutture organizzative e proprietarie.

Proprio il concetto di benessere condiviso è stato il filo conduttore del recente workshop “Non è sostenibile tutto ciò che è verde”, incontro organizzato dal CUOA nell’ambito del progetto “Economia Circolare – Senso etico ambientale ed industriale del prodotto e del riciclo” Codice 79-1-948-2016 – POR FSE 2014-2020 DGR 948/2016.

Ada Rosa Balzan, Federico Rossi e Marco Gasparoni hanno introdotto la tematica da un punto di vista generale del marketing, delle normative e delle certificazioni.

A questi interventi hanno fatto seguito le interessantissime testimonianze aziendali di Guido Zilli (Dani S.p.A.) e Maria Silvia Pazzi (Regenesi). Particolarmente significativo il contributo di Marta Zordan e Laura Cailotto che hanno presentato la case history di Zordan, una delle prime aziende italiane ad aver abbracciato la forma giuridica di B Corporation.

*Partner operativo del progetto Economia Circolare

La Special Issue di #ImpresealCUOA n. 46 include i seguenti contributi:

Più valore ai valori: Società Benefit e Imprese Familiari

  1. B-Corp e Società Benefit: analogie e differenze
  2. Le imprese familiari e l’orientamento (naturale?) al benefit
  3. Società Benefit e strategie di sostenibilità
  4. L’impatto sociale delle Società Benefit
  5. Società Benefit e la filosofia di un imprenditore ribelle
  6. Quante sono le Società Benefit in Italia?
  7. B-Corp, Quarto Settore e Organizzazioni Ibride
  8. Società Benefit & Family Business
  9. B-Corporation… e il modo di fare impresa non sarà più lo stesso